L’anarchia è una concezione ideologica aperta e con una dinamica molto flessibile, ma coloro che capiscono che ciò porta a disordine, disordine, disordine o caos si sbagliano. Partendo dalla premessa di base che non vi è né oppressione né sfruttamento nelle relazioni sociali, economiche, politiche, culturali, affettive, ci troviamo di fronte a un’anarchia che viene costruita e distrutta in base alle esigenze collettive e personali, interagendo in modo che questo sia qualcosa di complementare e non un processo di esclusione.

La libertà nell’anarchia non è limitata, si estende a ogni persona coinvolta, il che conduce a relazioni dirette e costruite con un accordo sociale comune e dispensa con altri livelli di gestione sociale, vale a dire strutture gerarchiche verticali autoritarie che in una parola sono riassunte da stato.

È orientato che un impegno di tutte le persone coinvolte sia necessario per sviluppare l’anarchia. Un impegno responsabile a guidare questa politica orizzontale e partecipativa. Questo impegno è l’inizio della lotta, perché senza una convinzione sull’anarchia e sul ruolo che ha una persona che pratica l’anarchia, è improbabile che rimanga impegnato e motivato nel sistema in cui siamo inseriti.

Siamo soggetti alla violenza, non è facoltativo e non c’è via d’uscita senza una lotta diretta e continua. Il movimento anarchico è una costante risposta libertaria contro tutte le forme di oppressione e sfruttamento e non si verifica in inerzia o in proposte che si armonizzano con pratiche oppressive, quindi il movimento anarchico è realizzato in modo marginale e periferico e agisce dall’unione di tutte le persone oppresse e sfruttate, sia dal punto di vista economico, sociale, culturale, religioso, affettuoso, ambientale o politico.

Una tale lotta necessita di una preparazione permanente nelle aree più diverse e per la costituzione e l’unione delle forze delle varie proposte che l’anarchismo manifesta: femminismo, veganismo, ecologia sociale, sindacalismo, affettività, etnia. Ed è importante chiarire che escludiamo l’oppressione e lo sfruttamento per quelle ragioni di oppressione e sfruttamento di quelle proposte teratologiche: anarco-capitalismo, anarcomonarchismo, anarco-bolscevismo, anarco-fascismo e altre aberrazioni opportunistiche.

Ogni persona coinvolta nella lotta anarchica cerca quotidianamente maggiori conoscenze per gli scontri teorici, una qualifica tecnica per le pratiche di lotta emancipatoria, insieme alla preparazione fisica per le lotte reali, perché è importante mantenere la nostra integrità e quella del nostro popolo.

Sì, dobbiamo prepararci fisicamente perché parte della lotta si svolge direttamente e senza un’adeguata preparazione fisica non saremo in grado di mantenerci durante questi scontri.

Quindi è tempo di allenarsi, di leggere, di prepararsi per una lotta che si sta già svolgendo.

Ci vediamo per le strade!

Considerazioni per una lotta anarchica
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